L'archivio della Federazione provinciale del Partito Comunista di Viterbo

Il ruolo che i partiti hanno svolto nella vita politica ed istituzionale dell'Italia contemporanea, induce ad affermare che difficilmente la nostra storia potrà essere ricostruita senza il supporto della documentazione che gli archivi storici degli stessi partiti possono offrire.
Archivi che le trasformazioni del mondo politico italiano degli ultimi decenni hanno esposto al rischio di distruzione e dispersione.
Grazie alla sensibilità dei suoi conservatori, la Fondazione Gualtiero Sarti, il fondo archivistico della federazione provinciale del PCI di Viterbo potrà essere presto consultabile, facendo rivivere grandi eventi politici e piccole storie, e proiettando la provincia di Viterbo in uno scenario nazionale dal dopoguerra alla dissoluzione di quel sogno di libertà e uguaglianza che aveva unito i "proletari di tutto il mondo".
Da alcuni anni, nell'ambito del recupero dei fondi archivistici dei partiti politici, si sta procedendo all'inventariazione, e in alcuni casi alla pubblicazione on line, dei patrimoni documentari delle federazioni provinciali del PCI.
Ne sono un esempio in questo senso l'inventario della Federazione di Bologna, Torino, Milano e Parma, ma anche Livorno, Siena, Terni.
 
Per quanto riguarda il Lazio, l'archivio della Federazione di Latina, in corso di ordinamento, e di Frosinone, sono anch'essi versati presso il corrispondente Archivio di Stato.
Dopo varie vicende che hanno portato l'archivio della federazione del PCI di Viterbo presso diverse sedi, nel 2004, con un provvedimento di urgenza è stato disposto il deposito presso l'Archivio di Stato di Viterbo. La ricchezza di documentazione per la parte cartacea e la conservazione di materiale fotografico ed audiovisivo, rendono questo fondo archivistico di estremo interesse se si considera che è riferita ad una organizzazione politica locale. Attualmente è stato effettuato un primo lavoro di schedatura della documentazione cartacea che ha portato all'individuazione di 760 faldoni, 10 faldoni di materiale fotografico, 17 pizze filmiche compresi ivideo tape, 1 scatola di cassette magnetiche.
Gli estremi cronologici del fondodocumentario vanno dal 1945 al 1991. A corredo della documentazionearchivistica è presente anche un discreto numero di pubblicazioni, opuscoli eriviste. Il materiale fotografico, raccolto in 10 faldoni, è suddiviso in 257 bustesulle quali è indicato un titolo generale della manifestazione a cui siriferiscono. L'arco cronologico è compreso tra 1952 e 1990. I prossimi passi vedranno il riordino e l'inventariazione complessiva dell'archivio della Federazionedel PCI di Viterbo e la pubblicazione dell'inventario.
Dott. Gilda Nicolai
1. Per una panoramica generale si possono vedere:Gli archivi dei partiti politici. Atti dei seminari di Roma, 30 giugno 1994, e di Perugia, 25-26 ottobre 1994, Roma 1996, pp. 420 (Saggi, 39); Gli archivi storici dei partiti politici europei. Atti del convegno, Roma, 13-14 dicembre 1996, Roma 2001, pp. 188 (Quaderni della Rassegna degli archivi di Stato, 94). Gli archivi della Fondazione Gramsci sono attualmente on line. L'iniziativa prende le mosse dalla prima edizione della Guida agli archivi pubblicata a stampa nel 1994 a cura di Linda Giuva, insieme alla Guida agli archivi degli Istituti Gramsci in Italia, per le edizioni degli Editori Riuniti e della Fondazione Istituto Gramsci. L'accrescersi del patrimonio archivistico della Fondazione e soprattutto il versamento alla Fondazione nel 1996 dell'intero archivio del Partito comunista italiano insieme alle carte personali dei segretari nazionali e di numerosi altri dirigenti, ha reso indispensabile un'edizione aggiornata della Guida, che è stata realizzata come un prodotto di editoria elettronica, accessibile on line dal sito della Fondazione. Giovanna Bosman, Guida agli archivi della Fondazione Gramsci edizione on line, IALHI Conference, Rome, 6-8 September 2007 http://www.ialhi.org/rome2007/bosman.pdf | http://www.ialhi.org/ (consultazione del 6 gennaio 2013). La schedatura è stata effettuata dalle dott.sse Danila Dottarelli e Monica Ceccariglia con il coordinamento scientifico della sottoscritta nel corso del 2012.
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